lunedì 12 agosto 2013

Quel senso di vuoto


Anoressia, bulimia, abbuffate compulsive.
Sono disturbi del comportamento alimentare ormai noti a tutti. La loro diffusione aumenta progressivamente, anche se molti disturbi sono da considerarsi sotto soglia, l’allarme soprattutto fra gli adolescenti, ragazze e ragazzi, è molto alto.
Ma cosa distingue una ragazza anoressica da ogni altra adolescente preoccupata del proprio peso e del proprio aspetto fisico? O quali sono le peculiarità della personalità di un individuo che soffre di bulimia da ogni altro individuo che cerca di sedare le proprie ansie o insoddisfazioni, o crisi affettive mangiando dei dolci?
I pazienti che presentano  questi disturbi condividono:
specifici meccanismi psicologici
specifiche modalità di percepire la propria esperienza e di attribuirvi significati particolari.
Queste rappresentazioni e queste modalità di funzionamento personale possono essere inquadrate all’interno di una specifica ORGANIZZAZIONE DI SIGNIFICATO PERSONALE DEI DISTURBI ALIMENTARI PSICOGENI
Ciò che accomuna le persone con comportamenti anoressici e bulimici é principalmente il tentativo e il desiderio disperato di ottenere conferma dall’esterno, sentirsi unici e speciali, al fine di mantenere o stabilire un senso di autonomia e individualità. Essere sé stessi e contemporaneamente essere “come tu mi vuoi”. E’ questo il dilemma che travolge anoressici e bulimici.
I tratti cognitivi predominanti sono:
§         un’ errata percezione della propria immagine corporea
§         prevalenza del pensiero tutto-nulla, centrato sul presente
§         presenza di pensieri e rituali ossessivi-compulsivi
§         senso di inadeguatezza ed impotenza
§         sensibilità estrema al giudizio altrui
La persona con un’organizzazione di significato personale di questo tipo sviluppa una particolare attenzione ed abilità nella ricerca di informazioni, segnali sociali, punti di vista, atteggiamenti degli altri nel campo percettivo esterno, dimostrando notevole sensibilità ai segnali emotivi immediati del contesto interpersonale. Di conseguenza la relazione con il mondo si organizza facendo affidamento prevalentemente su riferimenti esterni: caratteristiche interpersonali, ricerca di vicinanza emotiva e fisica, buona competenza relazionale. La possibilità di esprimere le proprie caratteristiche si realizza uniformandosi ad una serie di modelli considerati positivi: si determina così una costante ricerca di sintonia sulle aspettative dell’altro che porta a comportamenti perfezionistici ed atteggiamenti verso di sè ipercritici o alla difesa aprioristica delle proprie posizioni.
Piacere agli altri, soddisfare le altrui aspettative (reali o presunte), tenendosi a distanza dal temuto giudizio negativo, anche negandone la veridictà a tutti costi. Spesso le persone che sembrano insensibili al giudizio ed alla critica sono quelle che maggiormente lo temono.
D’altra parte, quando il peso del giudizio altrui si fa insostenibile, la strategia opposta è quella di chiudersi, evitando l’esposizione. Se non ci si mette in mostra non si verrà giudicati.

Ma è questa soluzione, appoggiarsi all’altro per definire il proprio senso di sé,  che sostiene il proprio senso di inadeguatezza. Il paradosso con cui si confronta la persona che soffre di disturbi alimentari è questo: se mi affido all’altro per definirmi e comprendere i miei stati interni mi troverò in una situazione di dipendenza e percepirò l’altro come un fastidioso invasore e patirò un conseguente senso di non protagonismo, di incapacità, d’annullamento.
D’altro canto una condizione di autonomia può comportare un senso di inaffidabilità personale ma se mi conformo ad un criterio di riferimento esterno pago il prezzo di un senso di non autenticità e di non spontaneità
E’ in questo campo che il sintomo (per esempio l’abbuffata) inizia a rivestire la funzione di mantenimento della continuità del senso di sé e stabilizzazione della propria identità. Il cibo viene quindi regolare l’esperienza emotiva disturbante (il senso di vuoto e di inconsistenza personale) e distoglie l’attenzione dall’affiorare di un’immagine di sé negativa.
Il racconto dell’abbuffata si accompagna alla testimonianza della percezione di emozioni vaghe ed indefinite, difficilmente nominabili. L’emozione più riconoscibile è quella successiva, il senso di colpa, fino ad arrivare al disgusto ed alla rabbia verso di sé.
Intervento psicoterapeutico
Il primo obiettivo dell’intervento in psicoterapia è quello di dare un senso alla propria sofferenza, riconoscendo il  disturbo come un modo personale di funzionare psicologicamente o di reagire agli eventi, connesso alla propria storia personale, quindi non sciocco non stupido ma, in quanto parte di sé, modificabile.
Successivamente ci si rivolge all’esplorazione delle proprie emozioni, in un vero e proprio percorso di alfabetizzazione emotiva, nel quale si da un nome al magma affettivo che si accompagna al sintomo, nel tentativo di riconoscere e dare credito alle proprie percezioni interne fino a giungere al riconoscimento della propria esperienza come reale “perché lo sento io”.



domenica 21 aprile 2013

Ritorna il MIP - Maggio di Informazione Psicologica


Prende il via anche a Imperia e a Sanremo la 6ª edizione del MIP, Maggio di Informazione Psicologica, la prima e unica campagna nazionale di prevenzione del disagio psichico.

Gli psicologi MIP di Imperia e Sanremo tornano, anche quest’anno per promuovere il benessere psicologico, perché “non c’è salute senza salute mentale”. *

¨       9 gli psicologi e psicoterapeuti coinvolti

¨       1 colloquio gratuito a chiunque ne farà richiesta

¨       4 appuntamenti aperti al pubblico fra incontri informativi e a tema, conferenze, seminari e gruppi esperienziali nei quali si affronteranno i più vari argomenti della nostra vita quotidiana, indagati attraverso la lente della psicologia.

Il MIP è organizzato da Psycommunity, la comunità on line degli psicologi italiani, che quest’anno festeggia i suoi primi 10 anni di vita.


Conferenze Stampa e Presentazioni MIP A IMPERIA E A SANREMO. I luoghi e le date:

Cartella Stampa MIP 2013

Immagine ufficiale MIP per testate cartacee

Con il patrocinio di:www.psicologimip.it/patrocini.asp

Ufficio Stampa MIP
Imperia/Sanremo: Dott.ssa Laura Ferrari,
tel. 3395871718, mail: ferrari.laura@alice.it
www.facebook.com/MipImperia
Roma: Stefania Tucci,
portavoce nazionale MIP, tel. 330409716, stampa@psicologimip.it